E mi prendeva l’anima

E MI PRENDEVA L’ANIMA

Immagina una giostra.

Una giostra che gira, con movimento incessante, sopra la tua testa.

C’è appesa una culla. C’è una bottiglia. Una scarpa. La custodia di un anello. Una racchetta da tennis.

La giostra gira e ad un certo punto si ferma. In maniera assolutamente casuale.

La luce illumina una ragazza in proscenio e le cicatrici sotto al suo seno. Il regalo di Lucian, per lei.

Poi la giostra riparte e un anello cade a terra. Direttamente dallo stomaco di una donna. Che ride e recita la formula del suo personalissimo rito matrimoniale:

Io accolgo te come mio sposo

Dalla tomba del nostro letto

Alla casa di riposo

E nell’ombra letale del nostro tetto

Prometto di esserti sempre fedele

E di rispettarti nei giorni feriali

Nelle ore dei pasti e in quelle serali

E di spezzarti il cuore con odio crudele

In una finzione di gioia

E in un pozzo di dolore

Marcendo nella noia

Del nostro finto amore

Nella salute di mille sorrisi

Da offrire ai parenti

Nei giorni di festa

Nella malattia che distrugge la testa

Nei mille momenti

In cui saremo divisi

E di amarti e onorarti

E di accudirti e di massaggiarti

E poi di stringerti, di soffocarti

E di distruggerti e di ammazzarti

Tutti i giorni della mia vita

Tutti gli istanti del nostro sfiorire

Ogni giorno un lutto, fino a marcire

Fino all’ultima goccia, fin quando è finita

Finché fiato non ci abbandoni

Finché sangue non ci colori

Finché morte non ci separi

Finché vita non ci disperi

Poi c’è Sarah Kane. E un padre che prepara un cocktail a una figlia.

Rubando il titolo a una poesia di Spoon River, Fenice Dei Rifiuti racconta la violenza psicologica, avvalendosi della collaborazione della criminologa Cinzia Mammoliti, autrice di due saggi di successo sull’argomento: “I serial killer dell’anima” e “Il manipolatore affettivo e le sue maschere” ed. Sonda.

In scena i due attori, registi e autori della Compagnia Teatrale Fenice dei Rifiuti, Alessandro Veronese e Michela Giudici, interpretano tutti i ruoli, alternandosi le parti di vittime e carnefici.

 

Scritto, diretto e interpretato da Michela Giudici e Alessandro Veronese

collaborazione ai testi Francesca Gaiazzi e Cinzia Mammoliti

 

con Michela Giudici e Alessandro Veronese