Sacrificio del fieno

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Trittico dell’invisibile – Primo quadro: l’atto invisibile

Sacrificio del fieno

Liberamente ispirato alla canzone CIAMEL AMUUR di Davide Van De Sfroos

 

La donna è per terra. Nuda e sconfitta. Trema per la paura, per il freddo e per l’umiliazione. Tutto intorno soltanto il fieno. E un odore diffuso di alcol.

La donna ha lo sguardo senza più anima. L’ha persa quando Cesare è andato via. Adesso la donna ripete come una litania, sottovoce, quasi impercettibilmente, la melodia di Lili Marleen. Gliel’hanno insegnata i tedeschi, che la cantavano fuori dal fienile mentre aspettavano il loro turno per fare scorta di lei.

Poi i tedeschi sono andati via e al loro posto è arrivato tutto il paese. Il prete con la sua inquisizione, le donne con le loro maldicenze, gli uomini con le forbici e i fiammiferi.

La donna è nuda, trema e canta. Nessuno saprà mai perché l’ha fatto. L’uomo che la guarda dall’alto aspira l’ultimo fumo della sua sigaretta. E sorride. Nell’altra mano ha una bottiglia di grappa. Un sorso lo beve, il resto lo sparge per terra.

Poi si avvicina alla donna, con un fiammifero in mano. Il fieno, si sa, prende fuoco facilmente…

Undici personaggi per due soli attori, che li interpretano utilizzando quattro diverse lingue (italiano, tedesco, latino, dialetto comasco), una drammaturgia nata “in diretta”, durante le prove, e sviluppata secondo una costruzione che ricorda quella del film “Memento”, a strappi, giocando con la cronologia degli eventi come si farebbe con le tessere di un puzzle.

 

Scritto, diretto e interpretato da Michela Giudici e Alessandro Veronese

Aiuto regia Francesca Gaiazzi

Traduzioni in tedesco di Clelia Notarbartolo

Traduzioni in dialetto comasco di Susanna Miotto

Fotografa di scena Greta Pelizzari

Video di Vittoria Maiolo e Stefania Carbonara