Tigerman

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TIGERMAN

Episodio I: Fine di un killer

Episodio II: Sette puttane

Ci sono luoghi dove il bisogno di violenza è molto più forte della volontà
Ci sono ore in cui il bisogno di violenza è molto più in alto della volontà
Ivano Fossati, Bella speranza

 

Episodio 1: So esattamente qual è stato il momento in cui è iniziato tutto. Il giorno, l’ora e il secondo in cui ho iniziato a uccidere.
Nelle stanze della mia mente c’era un bambino che gridava e la sigla di un cartone animato che raccontava i combattimenti di un uomo che indossava una maschera da tigre.
Quella sigla è stata il jingle dei miei giorni. Un ritornello che è diventato un’ossessione e che ho iniziato ad usare per non sentire più nessun’altra voce.
Quel bambino non mi ha fermato. Ho imparato ad uccidere tutti, con sempre maggiore precisione e cura del dettaglio. Ho imparato le tecniche per farlo senza sofferenza e quelle per procurare dolori infiniti. Ho viaggiato fuori e dentro di me, stando sempre attento a lasciare qualche traccia omicida del mio passaggio.
Fino ad oggi.
Fino al mio ultimo omicidio.
Episodio 2: Ne ho salvate sette e le ho chiuse in un bordello.
C’è Valeria, la matta, che non smette di coprirsi per paura di congelare.
C’è Valentina, la complice, che si è tolta gli occhi per smettere di vedere.
C’è Federica, la ribelle, che non ha ancora smesso di sanguinare.
C’è Elisa, la pianista, affogata nel mare con le dita fratturate.
C’è Francesca, la bambina, a cui ho insegnato l’arte dell’omicidio.
C’è Cinzia, la madre, che le ha conosciute tutte e le ha portate sulla sua schiena.
E poi ce n’è un’altra, che deve ancora arrivare.
Il nuovo spettacolo di Fenice dei Rifiuti affonda gli artigli dentro la radice più oscura dell’animo umano, quel luogo nascosto dentro cui è rinchiuso il seme della violenza e della distruzione.
Una storia amara e dark, divertente e cupa allo stesso tempo, che racconta la vicenda di un killer, arrivato al suo ultimo omicidio.
Un viaggio a ritroso fino all’adolescenza, dove tutto è iniziato: la scoperta di sé, l’annullamento di sé, la perdita dei valori e dell’identità, scomparsi insieme all’infanzia, il tentativo fallito di creare una nuova personalità. Fino al primo omicidio, all’imbocco di una strada senza ritorno.
Drammaturgia e regia Alessandro Veronese
Con Cinzia Brugnola, Francesca Cassottana, Federica Di Cesare, Federica Gelosa, Elisa Giorgio, Federica Iacobelli, Stefania Rotondo, Alessandro Veronese
Aiuto regia Francesca Gaiazzi
Video Ivan Filannino
Elaborazione grafica Rotondo Design